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La storia di Barbetta, il falegname di Pitigliano

La storia di Barbetta, il falegname di Pitigliano

Quella che vi raccontiamo è la particolarissima storia di Barbetta, al secolo Augusto Sadum, un noto falegname ebreo di Pitigliano. Nonostante il suo carattere scontroso e tenebroso godeva di grande fama, vantava una bottega a via Zuccarelli a cui il lavoro non mancava mai e spesso si trovava commissionate casse da morto su misura. Quando si trovava a compiere questo tipo di lavori, si metteva fuori la sua bottega per avere più spazio, più luce e forse anche…per paura!

Ogni volta che si trovava a lavorare a una bara le persone che passavano di lì chiedevano informazioni su chi fosse morto, come e quando. Questo destava nervosismo in Barbetta che ogni volta diceva un nome a caso, il primo che gli veniva in mente. Nonostante la gente avesse capito il giochetto, quasi per scherzo, continuava ogni volta questa ridda di domande che altro non fecero che innervosire ancora di più Barbetta che, come abbiamo visto, non aveva di certo un carattere facile!

Un giorno morì un importante personaggio pitiglianese. Come ogni volta le persone corsero da Barbetta per cercare di carpire qualche informazioni (diciamo che più che una falegnameria, spesso la bottega di Barbetta era una sorta di grande rivista scandalistica). Barbetto, scontrosamente, rispondeva mentre sempre con malcelato nervosismo fissava i chiodi alle bare. All’ora stabilita per la consegna, la bara ancora non arrivava e la salma era ancora lì sul letto di morte attorniata dai parenti.

I nobili decisero di mandare i propri figli da Barbetta per velocizzare la lavorazione: il falegname era nero e livido di rabbia pertanto decise di mandare avanti il suo apprendista Armandino con il compito di dire la seguente frase:

Invece di fare tanta lagna,  fate meglio a salare subito il morto, così si mantiene  più a lungo ..almeno fino all’arrivo della bara“.

Foto tradda da Wikpedia, Autore: Zyance

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