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La drammatica storia della fontana di Pianoscarano

La fontana di Pianoscarano e la sua storia
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fontana di Pianoscarano

La drammatica storia della fontana di Pianoscarano

Anno 1367, Viterbo. Urbano V, nel viaggio di ritorno verso Roma decise di fermarsi a Viterbo. E pensare che era il primo Papa a rientrare in città dopo un lungo periodo di gloria e prosperità di un secolo prima quando Viterbo era stata scelta come sede papale. Purtroppo le ambizioni della popolazione che sperava di tornare ai fasti di una volta, furono disattese; il 5 settembre 1367 i servi del cardinale Carcassone lavarono un cane nella fontana. Una donna, indignata, si avvicinò agli uomini dicendo, con piglio deciso, che l’acqua serviva per bere. I francesi iniziarono a maltrattarla proferendo verso la donna parole ingiuriose e violente: nonostante la difesa da parte della popolazione la donna morì, unitamente ad alcuni concittadini e membri della corte papale.

Il Papa, adirato dall’accaduto, chiese manforte a Sorano, Orvieto, Orte e Sutri. La rivolta fu repressa nel sangue, ben 10 cittadini di Viterbo furono impiccati (probabilmente a San Sisto) e altri cinquanta prigionieri furono condannati a morte. Fu solamente grazie all’abile azione diplomatica del Cardinale Marco da Viterbo (la cui effige può essere ammirare a Palazzo dei Priori) che i prigionieri furono rilasciati. Comunque la furia del Papa non si arrestò e ordinò di demolire tutte le torri del quartiere Pianoscarano e la fontana che fu ricostruita secoli dopo. Ad un occhio attento non sarà sembrato comune vedere una intera zona della città senza torri di guardia, ora sappiamo il perché!

Foto tratta dal sito Etrurianews.it

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